Versione greco Diodoro Siculo
traduzione libro Verso Itaca
Συνεβη δε τον Γελωνα, τον Συρακουσων τυραννον, νικησαι τους Καρχηδονιουϛ προϛ τη πολει των Ιμεραιων. Οι δε Καρχηδονιοι παῤ ελπιδαϛ μεγαλη συμφορα περιπεσοντες επι τοσουτο κατεπλαγεσαν, ωστε τας νυκτας διαγρυπνειν απαντας φυλαττοντας την πολιν. Δια δε το πληθος των αποτεθνηκοτων η τε πολις επενθησε κοινη και κατ' ιδιαν αι των ιδιωτων οικιαι κλαυθμου και πενθους επληρουντο. Οι μεν γαρ υιους, οι δε αδελφους επεζητουν, πλειστοι δε παιδες ορφανοι πατερων γεγονοτες ερημοι ωδυροντο τον τε των γεγεννηκοτων θανατον και την ιδιαν ερημιαν των βοηθουντων. Οι δε Καρχηδονιοι φοβουμενοι μη φθαση διαβας εις Λιβυην Γελων, ευθυς εξεπεμψαν προς αυτον πρεσβευτας αυτοκρατορας τους δυνατωτατους ειπειν τε και βουλευσασθαι
TRADUZIONE n. 1
Accadde che Gelone, il tiranno di Siracusa, vincesse i Cartaginesi presso la città di Imera. I Cartaginesi, al di là delle aspettative, caduti in questo grande evento, furono colpiti al punto tale da rimanere svegli durante tutte le notti tutti quanti a custodire la città. Per il gran numero di morti dopo che furono a lutto collettivamente anche lungo la propria terra, le case dei cittadini si riempivanodi pianto e di lutto. Moltissimi orfani abbandonati, infatti, da una parte cercavano, generati i bambini, i figli dei padri dall'altra i fratelli piangevano la morta dei generati e soccorrevano in aiuto alla patria terra (solitaria) deserta. I Cartaginesi temendo che oltrepassando Gelone presso la Libia la distruggesse, subito mandarono presso quello ambasciatori per dire e per pretendere le guide più autorevoli.
traduzione n. 2
Accadde che Gelone, il tiranno di Siracusa, vincesse i Cartaginesi dopo essere caduti in una grande sconfitta senza ogni aspettativa, si spaventarono a tal punto che tutti quelli che sorvegliavano la città(le guardie) vegliavano di notte(tutte le notti). A causa del gran numero dei morti, la città era in lutto comune(insieme era in lutto) e le case dei soldati si riempivano (erano colme) di pianto e di lutto. Chi cercava i figli, chi i fratelli, la maggior parte dei fanciulli che erano rimasti soli e orfani di padri piangevano la morte dei genitori e in privato la personale solitudine di coloro che erano accordi in aiuto. I Cartaginesi, temendo che Gelone sarebbe giunto dopo aver valicato la Libia, subito inviarono verso di lui ambasciatori dotati di pieni poteri e molto abili a parlare e a tenere un consiglio.