σχεδὸν ἅπαντα τὰ δι' ἡμῶν μεμηχανημένα λόγος ἡμῖν ἐστιν ὁ συγκατασκευάσας. Οὗτος γὰρ περὶ τῶν δικαίων καὶ τῶν ἀδίκων καὶ τῶν αἰσχρῶν καὶ τῶν καλῶν ἐνομοθέτησεν· ὧν μὴ διαταχθέντων οὐκ ἂν οἷοί τ' ἦμεν οἰκεῖν μετ' ἀλλήλων. Τούτῳ καὶ τοὺς κακοὺς ἐξελέγχομεν καὶ τοὺς ἀγαθοὺς ἐγκωμιάζομεν. Διὰ τούτου τούς τ' ἀνοήτους παιδεύομεν καὶ τοὺς φρονίμους δοκιμάζομεν· τὸ γὰρ λέγειν ὡς δεῖ τοῦ φρονεῖν εὖ μέγιστον σημεῖον ποιούμεθα, καὶ λόγος ἀληθὴς καὶ νόμιμος καὶ δίκαιος ψυχῆς ἀγαθῆς καὶ πιστῆς εἴδωλόν ἐστιν.
Ogni cosa che è stata da noi prodotta (μεμηχανημένα part. μηχανάομαι) è la parola che ci ha aiutato a procurarcela Questa infatti ha decretato le leggi che contribuiscono a stabilire (συγκατασκευάζω) riguardo al giusto all'ingiusto, all'onesto e al disonesto: e se questi principi non fossero stati classificati (διαταχθέντων = διατάσσω part. pass. ) non sarebbe per noi possibile vivere con gli altri. Con questa, noi classifichiamo i malvagi e elogiamo i buoni. Per mezzo di questa educhiamo i non intelligenti e ratifichiamo i non intelligenti; infatti il parlare bene come si deve è per noi il segnale più grande, che noi produciamo, dell'essere ben padroni delle proprie capacità mentali (φρονέω), e un discorso vero, legittimo e giusto è l'immagine di un animo buono e degno di essere creduto. (Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo che concede il diritto alla pubblicazione della sua traduzione solo ed unicamente al sito skuolasprint. it)