Elogio di Teseo
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Test di greco

μετὰ δὲ ταῦτα, κοινὴν τὴν πατρίδα καταστήσας καὶ τὰς ψυχὰς τῶν συμπολιτευομένων ἐλευθερώσας, ἐξ ἴσου τὴν ἅμιλλαν αὐτοῖς περὶ τῆς ἀρετῆς ἐποίησεν, πιστεύων μὲν ὁμοίως αὐτῶν προέξειν ἀσκούντων ὥσπερ ἀμελούντων, εἰδὼς δὲ τὰς τιμὰς ἡδίους οὔσας τὰς παρὰ τῶν μέγα φρονούντων ἢ τὰς παρὰ τῶν δουλευόντων. Τοσούτου δ' ἐδέησεν ἀκόντων τι ποιεῖν τῶν πολιτῶν ὥσθ' ὁ μὲν τὸν δῆμον καθίστη κύριον τῆς πολιτείας, οἱ δὲ μόνον αὐτὸν ἄρχειν ἠξίουν, ἡγούμενοι πιστοτέραν καὶ κοινοτέραν εἶναι τὴν ἐκείνου μοναρχίαν τῆς αὑτῶν δημοκρατίας. Οὐ γὰρ ὥσπερ ἕτεροι τοὺς μὲν πόνους ἄλλοις προσέταττεν, τῶν δ' ἡδονῶν αὐτὸς μόνος ἀπέλαυεν, ἀλλὰ τοὺς μὲν κινδύνους ἰδίους ἐποιεῖτο, τὰς δ' ὠφελείας ἅπασιν εἰς τὸ κοινὸν ἀπεδίδου. Καὶ γάρ τοι διετέλεσεν τὸν βίον οὐκ ἐπιβουλευόμενος ἀλλ' ἀγαπώμενος, οὐδ' ἐπακτῷ δυνάμει τὴν ἀρχὴν διαφυλάττων, ἀλλὰ τῇ τῶν πολιτῶν εὐνοίᾳ δορυφορούμενος, τῇ μὲν ἐξουσίᾳ τυραννῶν, ταῖς δ' εὐεργεσίαις δημαγωγῶν· οὕτω γὰρ νομίμως καὶ καλῶς διῴκει τὴν πόλιν ὥστ' ἔτι καὶ νῦν ἴχνος τῆς ἐκείνου πρᾳότητος ἐν τοῖς ἤθεσιν ἡμῶν καταλελεῖφθαι.

TRADUZIONE n. 1

Dopo ciò, resa comune (a tutti) la patria ed infuso il senso della libertà negli animi dei concittadini, li mise sul suo stesso piano nella gara per il valore, confidando (nel fatto) che sarebbe prevalso comunque su di loro, sia che si dessero da fare sia che non se ne curassero, e sapendo che gli onori (che provengono) da (persone) molto orgogliose sono più graditi di quelli (che provengono) da (individui) asserviti. E fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei concittadini, che egli (= Tèseo) rese il popolo padrone del governo, mentre essi (= i concittadini) ritennero giusto che lui solo avesse il potere, pensando che fosse più sicura e più imparziale la sua monarchia della loro democrazia. Infatti (Teseo) non imponeva, come altri, le fatiche ad altri, per godersi solo lui i piaceri, ma considerava propri i pericoli, e assegnava i benefici a tutti in comune. E in effetti trascorse la vita non insidiato, ma amato, e non conservando il potere con milizie straniere, ma custodito dalla benevolenza dei concittadini, detenendo il potere assoluto per la (sua) autorità, ma governando democraticamente per i benefici; infatti reggeva la città in modo così giusto e saggio, che ancor oggi nei nostri costumi è rimasta traccia della sua mitezza.

traduzione n. 2

Dopo ciò, resa comune la patria ed messo il senso della libertà negli animi dei cittadini, li mise sul suo stesso piano nella gara per il valore, confidando che sarebbe prevalso comunque su di loro, sia che si dessero da fare sia che non se ne curassero, e sapendo che gli onori (che vengono) da (individui) molto orgogliosi sono più graditi di quelli (che vengono) da (persone) asserviei. E fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei cittadini, che egli (cioè Teseo) rese il popolo padrone del governo, mentre essi (i cittadini) ritennero giusto che lui solo avesse il potere, pensando che fosse più sicura e più imparziale la sua monarchia della loro democrazia. Infatti (Teseo) non imponeva, come altri, le fatiche ad altri, per godersi solo lui i piaceri, ma considerava propri i pericoli, e assegnava i benefici a tutti in comune. E in effetti trascorse la vita non insidiato, ma amato, e non conservando il potere con milizie straniere, ma custodito dalla benevolenza dei concittadini, detenendo il potere assoluto per la (sua) autorità, ma governando democraticamente per i benefici; infatti reggeva la città in modo così giusto e saggio, che ancor oggi nei nostri costumi è rimasta traccia della sua mitezza.