Eo tempore Syracusis Damocles, Dionysii tyranni adsentator, semper tyranni copias opes maiestatem imperii et vitam totam laudabat. Itaque, aeger ob nimias laudes. Dionysius Damoclem ante mensam copiam collocat in triclinio magnifico. In mensa dapes opulentae, vasa aurea et argentea erant sed a lacunari gladius insidiosus pendebat, equi crini aptus. Tum a Damocles, glaudio pavidus, regum vitae veram imaginem habet et cum copiis pericula quoque clare videt. Glaudius mortiferus in caput Damoclis pendet et similiter multa pericula tyrannorum beatam vitam semper circumdant. Nam tyranni semper miseri sunt et amicos sedulos non habent. Inimicorum insidias semper magna cum cura vitare debent. Vita, igitur, dura est et saepe propinqui quoque tyranno insidas parant. Ita mensa, dapes et pulchra vasa non aspiciuntur aequa cupiditate a Damocle. Felicitatem suam cum casa parva et libera securaque vita solum desiderat.

In quel tempo il siracusano Damocle, adulatore di Dioniso, lodava sempre le truppe, le ricchezze, la grandezza del regno e tutta la vita del tiranno. E quindi insofferente per gli elogi eccessivi, Dioniso sistema Dionisio in un triclinio magnifico dinanzi ad un'abbondante banchetto. Nella mensa c'erano abbondanti cibi, vasi d'oro ed argento ma dal soffitto pendeva una spada insidiosa legata ad una treccia di cavallo. Allora Damocle timoroso per la spada, ebbe l'immagine della vera vita dei sovrani e vide (lett. vede) chiaramente anche con quale quantità di pericoli (vivessero). La mortale spada pende sulla testa di Damocle e allo stesso modo molti pericoli circondano sempre la vita beata dei tiranni. Infatti i tiranni sono sempre infelici e non hanno amici premurosi. Devono sempre evitare con grande cura i complotti. Dunque la (loro) vita è dura e spesso i congiunti (quelli a lui vicini) tramano anche dei complotti per il tiranno. Così la mensa, i cibi ed i bei vasi non sono (più) considerati vantaggiosi e (visti) con desiderio da Damocle. Rimpianse (lett, presente) solo la sua felicità con una casa piccola e libera ed una vita sicura.

Dapiena di cibi prelibati, di vasi d'oro e d'argento, su un magnifico triclinio, ma sotto una spada minacciosa. Subito Damocle ebbe l'immagine autentica della vita dei principi: come la spada incombe su Damocle, così sui tiranni incombono molti pericoli. Infatti i tiranni non sono mai felici, ma temono sempre con ansia i complotti. Allora la tavola, i cibi delicati e i bei vasi non furono più guardati con grande desiderio da Damocle; per la sua felicità desiderò soltanto una vita povera, ma libera e sicura.