Tiberius ingenti socordia imperium gessit, gravi crudelitate, scelesta avaritia, turpi libidine. Nam nusquam ipse pugnavit, cum bella per legatos suos gereret. Quosdam reges ad se per blanditias cum evocavisset numquam domum remisit, in quibus Archelaum Cappadocem, cuius etiam regnum in provinciae formam redegit et maximam civitatem nomine suo appellavit, quae nunc Caesarea dicitur, cum Mazaca antea vocaretur. Hic tertio et vicesimo imperii anno, aetatis septugesimooctavo, ingenti omnium gaudio decessit in Campania. Successit ei C. Caesar, cognomento Caligula, Drusi privigni Augusti, et ipsius Tiberii nepos, sceleratissimus ac funestissimus, et qui etiam Tiberiidedecora purgaverit. Bellum contra Germanos suscepit et, cum in Suebiam pervenisset nihil strenue fecit. Cum adversum cunctos igenti avaritia, libidine, crudeliate saeviret, interfectus in Palatio est anno aetatis vicesimo nono, imperii tertio, menze decimo dieque octavo.

Traduzione

Tiberio gestì il potere con grande ottusità, insopportabile crudeltà, scellerata avarizia e con turpe passione. Infatti non combatté mai lui in persona, ma per mezzo dei suoi luogotenenti combatté le guerre. Certi re, che aveva attirato a se, essendo stati chiamati con lusinghe, tra i quali c'era Archelao di Cappadocia, anche il regno del quale fu messo in condizione di provincia, ordinò che la città più grande fosse chiamata col suo nome, che attualmente è chiamata Cesarea, mentre prima era chiamata mazaca. Questo nel 23° anno di governo, all'età di 78 anni, con grande gioia di tutti morì in Campania. Gli successe C. Cesare, soprannominato Caligola, nipote di Druso figliastro di Augusto, e dello stesso Tiberio, scelleratissimo e funestissimo e che fece anche scusare le scelleratezze di Tiberio. Intraprese una guerra contro i Germani ed entrato nella Svezia non compì alcun atto di valore. Siccome inferociva contro tutti con somma avarizia, libidine, crudeltà, fu ucciso nel palazzo l'anno vigesimo nono di vita, dopo tre anni di regno dieci mesi e otto giorni.