Mentre conduceva l'esercito ad Olinto, lo Spartano Febida marciò attraverso Tebe, e, con l'aiuto di pochi Tebani, occupò la rocca della città. I traditori in parte uccisero, in parte scacciarono in esilio i capi dell'altra delle due fazioni. Gli esuli si rifugiarono ad Atene, e si sforzavano di riconquistare la patria. Spesso le grandi imprese vengono compiute con piccole truppe: infatti, la potenza degli Spartani veniva abbattuta da dodici giovinetti, che erano guidati da Pelopida. Questi giovani partirono da Atene durante il giorno, e, alla sera, giunsero a Tebe. Poi, mentre i capi della città pranzavano insieme (era, infatti, un giorno di festa), essi si addentrarono con dei cani da caccia, in abito contadino e con delle reti, e non venivano riconosciuti da nessuno (lett. : "da nessun uomo").