Echo, quia loquax erat, invisa erat Iunoni, Iovis uxori, quae linguam eius oppresserat...

Eco, poiché era ciarliera, era antipatica a Giunone, la moglie di Giove, che aveva bloccato la lingua di lei. Infatti, ella (Eco - Soggetto sottinteso) non era né sorda, né muta, ma, quando ascoltava delle parole, pronunciava unicamente l'ultima sillaba. E così Narciso, giovane bello ma frivolo, la disdegnò. A quel punto la ninfa sfortunata era fuggita in una caverna, e mentre si nascondeva lì, venne logorata dal grande dolore: le ossa della ninfa furono trasformate in pietre, e sopravvisse la sola voce.