Quando giunge quel giorno, i Carnuti, dei quali erano capi Cotuato e Conconnetodumno, uomini pronti a tutto, dopo che è stato dato il segnale, accorrono in massa a Cenabo, ed uccidono i cittadini Romani che si erano stabiliti lì per affari, e tra questi Gaio Fufio Cita, un rispettabile cavaliere Romano, inoltre saccheggiano i loro beni. La notizia giunge rapidamente a tutte le popolazioni della Gallia. Infatti la strage dei Romani viene comunicata attraverso le campagne e le regioni per mezzo del clamore; di seguito gli altri ascoltano questo, e lo trasmettono ai vicini. E così, quelle cose che erano state compiute a Cenabo all'alba, prima del secondo turno di guardia, vennero udite nel territorio degli Arverni. In tal modo, lì, Vercingetorige, figlio di Celtillo, Arverno, giovane di grande autorità, il cui padre aveva detenuto il comando di tutta la Gallia, convocò i propri affiliati, e li infiammò facilmente. Ma il suo piano non piacque ai rimanenti capi: tuttavia, egli non desiste e, nelle campagne, tiene un arruolamento degli indigenti e dei disperati. Viene acclamato re dai suoi. Rapidamente egli congiunge a sé alcune popolazioni e tutti i rimanenti che costeggiano l'Oceano: con il consenso di tutti, gli viene assegnato il comando.