Temptata est Epaminondae Thebanis abstinentia a Diomedonte Cyziceno...

L'integrità del Tebano Epaminonda venne messa alla prova da Diomedonte di Cizico: infatti, il re Artaserse desiderava corrompere Epaminonda a danno della patria. E così Diomedonte, giungendo a Tebe con un grande carico d'oro, per mezzo del denaro reclutò per il proprio proposito Micito, un giovinetto straordinario quanto a bellezza, che all'epoca Epaminonda amava. Micito incontrò Epaminonda, e mostrò il dono di Diomedonte. Ma Epaminonda (disse): Se il re chiede cose vantaggiose per i Tebani, sono pronto a farle senza una ricompensa, se invece (chiede cose) dannose per i Tebani, non basta tutto l'oro che si trova nell'Erario del re. Infatti, a fronte dell'affetto per la patria, io disdegno la ricchezza del mondo. Più tardi, restituendo l'oro a Diomedonte, (lo) pregò: Ti darò, ai fini della (tua) sicurezza, delle guardie del corpo come difesa, e ti dirigerai sicuro ad Atene con la tua ricchezza.