Mittit primo Brutum adulescentem cum cohortibus Caesar, post cum aliis Gaium Fabium legatum; postremo ipse, cum vehementius pugnaretur, integros subsidio adducit. Restituto proelio ac repulsis hostibus eo quo Labienum miserat contendit; cohortes quattuor ex proximo castello deducit, equitum partem sequi, partem circumire exteriores munitiones et ab tergo hostes adoriri iubet. Labienus, postquam neque aggeres neque fossae vim hostium sustinere poterant, coactis una XL cohortibus, quas ex proximis praesidus deductas fors obtulit, Caesarem per nuntios facit certiorem quid faciendum existimet. Accelerat Caesar, ut proelio intersit.
Traduzione
Cesare per prima cosa invia il giovane Decimo Bruto con le coorti, poi l’ufficiale C. Fabio con gli altri; da ultimo egli stesso, mentre si combatteva con più vigore, conduce uomini freschi in soccorso. Riequilibrate le sorti della battaglia e respinti i nemici, si dirige dove aveva mandato Labieno; fa uscire quattro coorti dalla rocca più vicina, ordina ad una parte dei cavalieri di seguirlo, ad un’altra di aggirare le fortificazioni esterne ed assalire i nemici alle spalle. Labieno, dal momento che né i terrapieni né i fossati potevano contenere l’impeto dei nemici, raccolte a sé trentanove coorti che, tratte dai presidi più vicini, la sorte gli offrì, informa Cesare attraverso messaggeri di cosa pensa si debba fare. Cesare si affretta per partecipare alla battaglia.