Adsuescamus, quod facile est factu, a nobis removere pompam e usum rerum, non ornamenta, existimare. Cibus famem domet, potio sitim. Quae sint divitiae quaero. Quis est, tandem, qui ad eas propere non pergant? Discamus autem continentiam augere, luxuriam coercere, gloriam temperare, iracundiam lenire paupertatem aequis oculis aspicere, frugalitatem colere; gula temperetur, spes effrenata sub vis habeatur. Divitias a nobis potius quam a fortuna petamus. In libris quoque, in quibus liberalissima impensa est, aliqui modus habeatur. Inane est inumerabiles libros habere, quorum ne indices quidem tota vita sua quisquam perlegit. Nonne onerat hominem discentem turba librorum? Num nimii instruunt libri? Satius est paucis te auctoribus tradere, quam errare per multos! Paramus itaque libros, sed quantum sais sit. Iam enim inter thermas quoque bibliotheca instruitur et expolitur. At ista exquisita opera ingeniorum non ex studiorm cupiditate sed ad spectaculum et ornamentum parietum comparantur.

Abituiamoci, poiché non è facile farlo, a rimuovere da noi lo sfarzo e a misurare l'utilità, non gli ornamenti delle cose. Il cibo domi la fame, le bevande la sete. Chiedo quali siano le ricchezze. Tuttavia, chi è colui che non si dirige veloce da quelle (ricchezze)? impariamo ad aumentare la continenza, a contenere il lusso, a moderare la sete di gloria, a mitigare l'irascibilità, a guardare la povertà con obiettività, a coltivare la frugalità; la gola è controllata e la speranza senza freno è posseduta sotto dei vincoli. Chiediamo la ricchezza a noi di piu rispetto alla fortuna. Anche nei libri, nei quali è impiegata in modo libero, una misura è conservata da alcuni. E' inutile avere innumerovoli libri, di cui qualcuno in tutta la sua vita (non) arriva a leggere neppure i cataloghi. Non opprime forse l'uomo sapere una moltitudine di libri? Forse non instuiscono troppi libri? E' meglio che tu ti affidi a pochi autori, piuttosto che a sbagliare per molti. Pertanto prepariamo i libri, ma per quanto sia sufficiente. Oggi, al contrario, (è) vedere presso certi uomini desiderosi impadronirsi di innumerevoli libri. Ormai infatti anche tra le terme è instruita e allestita una biblioteca. Ma codeste non sono allestite per l'opera di ingegno dal desiderio di studi ma sono allestite allo spettacolo e all'ornamento delle pareti.