Honestum igitur id intellegimus, quod tale est, ut detracta omni utilitate sine ullis praemiis fructibusve per se ipsum possit iure laudari. quod quale sit, non tam definitione, qua sum usus, intellegi potest, quamquam aliquantum potest, quam communi omnium iudicio et optimi cuiusque studiis atque factis, qui permulta ob eam unam causam faciunt, quia decet, quia rectum, quia honestum est, etsi nullum consecuturum emolumentum vident. homines enim, etsi aliis multis, tamen hoc uno plurimum a bestiis differunt, quod rationem habent a natura datam mentemque acrem et vigentem celerrimeque multa simul agitantem et, ut ita dicam, sagacem, quae et causas rerum et consecutiones videat et similitudines transferat et disiuncta coniungat et cum praesentibus futura copulet omnemque complectatur vitae consequentis statum.

Intendiamo dunque ciò onesto, (ovvero) ciò che è tale da potersi lodare di diritto per se stesso senza alcuna ricompensa o guadagno. Quale esso sia si può intendere non tanto dalla definizione di cui mi servo, benché in una certa misura sia in grado, quanto dal giudizio comune di tutti e dagli studi e dalle azioni di tutti i migliori, che portano a termine moltissime attività per quella sola ragione, perché è decoroso, perché è giusto poiché è onesto, anche se vedono che non ne conseguirà nessun compenso. Gli uomini infatti differiscono dagli animali - per quanto per molti altri motivi - tuttavia solo per questo, che possiedono la ragione assegnata dalla natura e una acuta e valente, che assai velocemente molte idee combina insieme e, come dirò, così sagace, che coglie le cause Idei fatti e le conseguenze, rileva le somiglianze e opera collegamenti tra opposti logici e congiunge gli avvenimenti futuri ai presenti e abbraccia tutto il percorso della vita a venire.