Alienam vitam interdum contemnimus et nostram extollimus, sed iniuste. Mercula in parva cavea captiva erat, sed suaviter cantabant. Procul lusciniam bestiolam captivam vidit, ad caveam appropinquavit et dixit: "Mercula" respondit: "Vita mea, luscinia, misera non est, at serena; nam quotidie matrona, mea domina, multam aquam limpidam et escam copiosam mihi praebet, tu contra in silvis volas, insidiis obnoxia es nec semper escam tuam comparas. "Nimia licentia saepe beata non est

Di tanto in tanto disprezziamo la vita altrui ed esaltiamo la nostra, ma ingiustamente. Un merlo era prigioniero in una piccola gabbia, ma cantava soavemente. Da lontano un usignolo vide la bestiola prigioniera, si avvicinò alla gabbia e parlò così: “Poveretto, perché sei allegro e continui a cantare? Conduci una vita infelice in una gabbia”. Rispose il merlo: “La mia vita, oh usignolo, non è infelice ma serena, infatti ogni giorno la matrona, la mia padrona, mi offre molta acqua limpida e cibo abbondante, tu invece voli nei boschi, sei esposto agli agguati e non sempre ti procuri il tuo cibo. " Troppa libertà spesso non è allegra