Annibale arrivò a Roma senza alcuna difficoltà; piazzò l'accampamento sui monti vicini alla città, e restò in quel luogo per alcuni giorni. Quindi ritornò a Capua, e Fabio Massimo, il dittatore di Roma, gli si oppose nel territorio di Falerno. Annibale fu bloccato a causa della strettezza dei luoghi, ma, di notte, si liberò senza alcuna perdita dell'esercito, ed ebbe Fabio in scherno. Infatti, il generale Cartaginese legò delle frasche alle corna dei torelli, le incendiò, e fece avanzare in ordine sparso una grande turba di questi animali. Questa cosa infuse nell'esercito dei Romani un grande terrore; nessuno, infatti, osò uscire al di fuori del vallo dell'accampamento. È una cosa lunga elencare tutti i combattimenti; quest'unica cosa sarà perciò sufficiente: fino a quando Annibale fu in Italia, nessuno gli si oppose (nel senso: "gli si oppose con successo") sul campo di battaglia.