Dopo la battaglia, all'interno del bottino, fu trovato un cavallo che, in un unico giorno, correva per cento miglia, e tutti i soldati credevano che Probo lo avrebbe riservato a sé. Allora quello, in un primo momento, disse: Questo cavallo si addice ad un soldato che scappa, non ad uno coraggioso! Poiché, tuttavia, l'imperatore desiderava offrire l'animale ai suoi soldati, i soldati, per ordine di lui, misero il nome dentro un'urna, perché qualcuno ricevesse in sorte il cavallo. Per caso, nell'esercito c'erano quattro soldati di nome Probo, e il nome che venne fuori per primo dall'urna fu Probo, benché l'imperatore non aveva messo il proprio nome. Tuttavia, poiché quei quattro soldati litigavano tra loro, Probo ordinò che l'urna venisse agitata, ma di nuovo venne fuori il nome Probo, e lo stesso per la terza e per la quarta volta. Allora tutto l'esercito assegnò il cavallo all'imperatore, con la volontà anche di quei soldati i cui nomi erano usciti dall'urna.