Claudius Centumalus ab auguribus iussus altitudinem domus suae, quam in Caelio monte habebat, summittere, ...
Claudio Centumalo ordinato dagli auguri di diminuire l'altezza della propria casa, che aveva sul monte Celio, perché era di ostacolo a coloro che prendevano l'augurio dalla rocca, la vendette a Calpurnio Lanario e non gli notificò ciò che era stato decretato dal collegio degli auguri. Calpurnio costretto da questi a demolire la casa, accusò Claudio come responsabile di frode. L'arbitro della lite fu M. Catone, padre del famoso Catone, che era molto interessato a conservare i costumi degli antenati. Catone, come venne informato che Claudio volutamente non aveva riferito l'ammonimento dei Sacerdoti, lo condannò subito, pure con somma equità, perché era interesse di tutti i cittadini punire colui che aveva rafforzato la speranza delle opportunità oscurando la cognizione dei fastidi. (By Maria D.)