Quid tibi nobiscum est, ludi scelerate magister...accipere ut taceas.

Cosa c'entri con noi, scellerato maestro di scuola, maestro malvisto dai fanciulli e dalle fanciulle? I galli crestati non hanno ancora rotto i silenzi: già tu gridi con un mormorio crudele e bastonate. Percosse pesantemente le incudini risuona l'aria, come quando un artigiano adatta al centro di un cavallo la statua di un avvocato: un clamore più mite s'infuria in un grande anfiteatro. Quando la sua folla favorisce il gladiatore vincente. Noi vicini dovremmo chiedere il sonno non per tutta la notte: infatti è lieve stare svegli, è pesante vigilare continuamente. Lascia andare i tuoi alunni. Vuoi, garrulo, accogliere per tacere quanto ricevi per gridare.
(By Maria D. )

Versione tratta da Marziale