Homo ad inmortalium cognitionem nimis mortalis est. Ergo secundum naturam vivo si totum me illi dedi, si illius admirator cultorque sum. Natura autem utrumque facere me voluit, et agere et contemplationi vacare: utrumque facio, quoniam ne contemplatio quidem sineactione est. ‘Sed refert’ inquis ‘an ad illam voluptatis causa accesseris, nihil aliud ex illa petens quam adsiduam contemplationem sine exitu; est enim dulcis et habet inlecebras suas. ’ Adversus hoc tibi respondeo: aeque refert quo animo civilem agas vitam, an semper inquietus sis nec tibi umquam sumas ullum tempus quo ab humanis ad divina respicias. Quomodo res adpetere sine ullo virtutum amore et sine cultu ingeni ac nudas edere operas minime probabile est (misceri enim ista inter se et conseri debent), sic inperfectum ac languidum bonum est in otium sine actu proiecta virtus, numquam id quod didicit ostendens.
Traduzione
Tuttavia, per la conoscenza delle realtà immortali l’uomo ètroppo mortale. Dunque vivo secondo natura, se mi sono dato tutto adessa, se l’ammiro e la contemplo. La natura infatti ha voluto che io mi dedicassi ad entrambe le attività, all’azione e alla contemplazione: io midedico ad entrambe, poiché neppure la contemplazione è senza azione. «Ma è importante» tu dici «se ti sei accostato ad essa per trarnepiacere, senza richiedere ad essa altro che una contemplazionecontinua, senza risultati; è infatti dolce e ha la sua attrattiva». Aquesta obiezione ti rispondo: importa ugualmente con quale spiritovivi la vita politica, se sei sempre inquieto, e non ti prendi mai deltempo in cui sollevare lo sguardo dalle cose umane a quelle divine. Come il ricercare obiettivi materiali, senza alcun amore per levirtù e senza cura dell’intelligenza e il limitarsi ad azioni pure esemplici, non sono in alcun modo degni di approvazione (infattiquesti aspetti si devono mescolare e intrecciare fra di loro), così unavirtù che è abbandonata in un ritiro privo di azione, e che nonmostra mai ciò che ha appreso, è un bene incompiuto e fiacco