La popolazione degli Unni, la quale vive nelle vicinanze del freddo Oceano, oltrepassa ogni limite di inciviltà. Essi sono tanto rozzi che non utilizzano né il fuoco, né i cibi conditi, bensì vivono delle radici delle piante selvatiche e della carne semicruda di qualsiasi bestia. Mai protetti da alcun edificio, ma percorrendo, da nomadi, monti e boschi, essi sin dalla fanciullezza si abituano sopportare le gelate, la fame e la sete. Si coprono con indumenti di tela o con pelli di topi selvatici cucite insieme, ed essi non hanno un vestito per la casa e uno diverso per la città. Si coprono le teste con copricapi ricurvi e le ispide gambe con pelli di capretto, e le loro calzature, apprestate senza alcun criterio, impediscono di camminare con passi disimpacciati, ragion per cui essi sono poco dediti alle battaglie a piedi. Presso di loro nessuno ara, né coltiva i campi. Infatti tutti quanti vagano qua e là senza terre stabili, né una legge, né uno stile di vita costante, sempre simili a fuggiaschi, con i carri nei quali abitano, dove le mogli tessono gli indumenti, partoriscono e allevano i figli fino all'adolescenza. Dal momento che sono nomadi, nessuno tra loro sa indicare il luogo da dove proviene: infatti è stato concepito in un altro luogo, è nato lontano ed è stato allevato ancor più lontano. Essi, alla stregua di animali privi di ragione, non sanno minimamente ciò che è onesto o disonesto; sono enigmatici ed incomprensibili, non vincolati dal rispetto di alcuna religione, ardenti di desiderio d'oro, volubili e inclini ad infuriarsi.