Socrates Atheniensibus sapientia virtuteque omnes cives superabat, at semper humilis ac benignus apparebat. Qualis ille vir! Quotidie operam assiduam dabat ut civibus prodesset, multis adulescentibus exemplo doctrinaque profuit: omnibus demonstrabat quantum obesset vitae ignorantia et rerum cupiditas. Etiam viris sempre paratus erat consiliis prudentibus adesse. Multis profuerat haud dubie, sed erga eum multi eum multi non grati fuerunt. Isti timebant ne sua vitia publice vituperarentur ab illo viro vel stulta ignorantia minoris aestimanrentur in civitate. Itaque inimici eum impietatis accusaverunt et sapentem capite damnaverunt. Si Athenae ingratae fuerunt, ingrata fuit etiam Roma. False de peculatu accusatus, misera morte, indigna tanto viro, vita excessit.
Versione di latino LIBRO Sistema latino pag. 52
Socrate per gli ateniesi superava in sapienza e virtù tutti i cittadini, ma sembrava sempre umile e benevolo. Quale uomo era! Ogni giorno dava la sua assidua opera per giovare ai cittadini, fu di aiuto a molti giovani con l'esempio e la dottrina: dimostrava a tutti quanto nuocessero alla vita l'ignoranza e la cupidigia. Era sempre pronto ad aiutare anche gli uomini con dei consigli prudenti. Senza dubbio era d'aiuto a molti, ma verso di lui molti non furono riconoscenti. Questi temevano che i loro vizi venissero rimproverati in pubblico da quell'uomo o che fossero considerati inferiori in città per la (loro) stupida ignoranza. Così gli amici lo accusarono di empietà e condannarono il saggio alla pena di mora. Se Atene gli fu ingrata, ingrata, fu ingrata fu anche Roma. Accusato falsamente di peculato, morì (vita exccessit = uscì dalla vita) con una misera morte, indegna di un così grande uomo.