Aquila in nemore catulos ex vulpis cubili rapuerat et in nidum suum, in celsa rupe positum, ... ne pulli sui atroci nece perirent.
Un’aquila in una foresta aveva portato via i cuccioli dalla tana di una volpe e li aveva portati nel suo nido, posto su un’alta rupe, per nutrire i suoi aquilotti con la loro carne. La volpe, arrivata alla rupe, supplicava con flebile voce l’aquila perché i suoi cuccioli non fossero cibo per gli aquilotti, ma fossero restituiti alla madre. Tuttavia l’aquila per nulla commossa e stando al sicuro, osservando dall’alto la povera madre, sfidò il suo dolore. Allora la volpe spinta dalla disperazione, avendo sottratto una fiaccola fiammeggiante dall’altare di un tempio, cominciò a incendiare gli arbusti che circondavano la rupe e nascondevano il nido....(continua)