Dum Graeci Troiam obsident laocoon sacerdos In litore cum filiolis suis victimas Neptuno mactabat. Repente duo angues ex insula Thenedo exusurgunt... clamores horrendos tollens: denique misere exspirat.

Mentre i greci assediano Troia, il sacerdote Lacoonte sacrificava sulla spiaggia con i suoi figli  vittime Nettuno. Improvvisamente due serpenti emergono dall'isola di Tenedo e si dirigono verso il luogo dove c'era il sacerdote. Le teste dei serpenti si eressero sopra le onde e le creste insanguinate infondano in tutti terrore. Il mare spumeggia, le lingue dei serpenti vibrano. Subito i Troiani fuggono pieni di terrore. I serpenti vanno a prendere Lacoonte e afferrano con le loro spire i corpi dei fanciulli e (ne) divorano le povere membra. Poi afferrano il padre atterrito e lo stringono con le spire mortali. Il misero (Laocoonte) cerca inutilmente  di tagliare i mortali nodi alzando grida terribili, infine muore infelicemente.