Il popolo Romano in un primo tempo si trovò sotto i re, poi, a causa dell'arroganza del re Tarquinio, e a causa dello stupro di Lucrezia, la moglie di Collatino (soggetto: "il popolo Romano") cacciò i re da Roma, e affidò ai consoli, ai pretori e ai tribuni della plebe la propria tutela. Poi, tormentato dalle rivolte dei tribuni, revocò tutte le magistrature e nominò i decemviri, affinché proponessero delle leggi e ristabilissero lo Stato. Nel giro di breve tempo, però, il popolo Romano giunse all'odio (odium explere: "arrivare ad odiare") anche nei confronti dei decemviri, per via della loro arrogante tirannìa; quindi ritornò di nuovo ai consoli, fino a che non vennero intraprese le guerre civili tra Cesare e Pompeo, e la libertà venne soffocata per mezzo della forza. Da allora, tutte le cose vennero ridotte sotto l'autorità del solo Cesare, (e) da allora domina il potere assoluto degli imperatori.