A Delfi, sul monte Parnaso, c'è un tempio di Apollo: lì, dall'alto, incombono le rupi, lì, per tutto l'anno, c'è una grande affluenza di uomini che accorrono insieme da tutte le regioni e si fermano sulla rupe. Infatti, difendono e conservano inviolato il tempio di Apollo non delle mura, bensì dei precipizi. Il centro della rupe ha l'aspetto di un teatro: dunque, sia lo schiamazzo degli uomini, sia il suono delle trombe, risuona spaventoso attraverso i monti, ed infonde paura e rispetto. Verso i santuari, si apre un profondo buco della terra: dal misterioso buco viene emesso dal dio un soffio freddo, induce le menti degli indovini al furore, e le spinge a dare le risposte di Apollo a coloro che supplicano. A Delfi si ammirano molti sontuosi doni di re e di popoli, e statue d'oro, ed indicano la devozione e la gratitudine nei confronti del dio. L'autorità di Apollo impone giuste vendette nei confronti dei sacrileghi. Un giorno le truppe dei Persiani venivano annientate da una straordinaria pioggia di pietre e dai fulmini, perché avanzavano contro il tempio.