Non di tutti la vecchiaia è infelice. Io, da giovane, ho amato così come se fosse un coetaneo, il vecchio Q. Fabio Massimo il Temporeggiatore, quello che riconquistò Taranto. C'era infatti, in quel grand'uomo, austerità nascosta da affabilità, né la vecchiaia ne aveva cambiato i costumi. Ho cominciato ad apprezzarlo non vecchio, ma tuttavia ormai avanzato d'età: egli, infatti, era stato console la prima volta l'anno dopo che io nacqui, e con lui, console per la quarta volta, io, giovanetto, sono partito da soldato per Capua. Costui, sia affrontava le guerre come un giovane, pur essendo in età ormai del tutto avanzata, sia, dopo la battaglia di Canne, aveva indebolito con la sua perseveranza Annibale che esultava alla maniera dei giovani. Ma non tutti hanno passato tutta la vita fra le guerre e i trionfi; molti hanno vissuto tranquillamente e onestamente una pacata vecchiaia. Platone, il filosofo più grande fra tutti, morì ad ottant'anni mentre scriveva; Isocrate, l'importante oratore Ateniese, scrisse libri a novantatré anni e in seguito visse un quinquennio. Il maestro di costui, Gorgia di Lentini, compì centosette anni, e nel suo studio e nel suo lavoro non si fermò mai. I talenti rimangono ai vecchi, se rimane la laboriosità.