Tum vocantur amici, vocantur omnium vicinarum urbium reges, viri magni et nobiles, quibus convocatis, rex ait... regnum Tyri et Cyrenis et quietam atque felicem vitam egisse, denique eos, peractis his annis, in pace defunctos esse.

In seguito vengono chiamati gli amici, i re di tutte le città vicine, gli uomini importanti e nobili, ai quali convocati, il re dice: "Amici, sappiate che mia figlia desidera sposarsi con Apollonio di Tiro. Chiedo che tutti abbiano/provino allegria (dativo di possesso), poiché mia figlia ha scelto come sposo un giovane molto nobile e molto bello". Dopo aver parlato così fissò senza indugio il giorno delle nozze e predispose ogni cosa. Che altro? Arrivò il giorno delle nozze: le nozze si celebrano secondo l'uo regale. L'intera città si rallegra di quelle splendide nozze. Giunta al culmine la gioia, rimane tra i coniugi un grandissimo amore, uno straordinario sentimento, un incomparabile stima. [...] Si racconta che Apollonio visse con sua moglie per 84 anni, governò il regno di Tiro e Cirene, visse una vita serena e felice e, infine, trascorsi questi anni, morirono in pace.

Versione stesso titolo ma diversa da altro libro