DOPO MOLTI ANNI PASSATI ALLA CORTE DEL NONNO ASTIAGE, CIRO TORNA IN PATRIA VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione

Tra i Medi erano successe tutte queste cose, e tutti gli altri parlavano di Ciro, sia nei discorsi che nei canti, e anche Astiage che prima lo aveva lodato era rimasto sbalordito da lui. Cambise, padre di Ciro, si rallegrava di venire a sapere queste cose, e poiché aveva sentito che compiva già lavori da uomo lo richiamò a se, affinché terminasse il ciclo di studi tradizionale presso i Persiani. Si dice dunque che Ciro affermasse di voler andarsene affinché il padre non soffrisse per qualche motivo e il popolo non lo biasimasse. Anche ad Astiage sembrava che fosse necessario rimandarlo indietro. Allora mandandogli cavalli, che lui aveva desiderato, prendeva tutte le altre che aveva preparato, sia per amicizia sia perché riponeva in lui grandi speranze che sarebbe stato nello stesso tempo un uomo capace di aiutare gli amici e tormentare i nemici. Mentre Ciro si allontanava, lo accompagnavano tutti, sia giovani sia compagni, sia uomini sia vecchi e anche Astiage stesso, e non dicevano nulla che lo facesse piangere. Si dice che lo stesso Ciro fosse partito versando molte lacrime. Dicono anche che lui avesse offerto ai compagni molti doni che Astiage gli aveva dato, infine anche a chi aveva dato l'armatura dei Medi della quale si era spogliato facendogli notare che era affezionato grandemente. E si dice dunque che chi aveva preso i doni e ricevendoli, li portarono ad Astiage, ed Astiage avendoli ricevuti li avesse ridati a Ciro e quello di nuovo li rimandò indietro ai Medi e dissero: " Se vuoi, o nonno, che io torni indietro consenti che li abbia se io li ho dati a qualcuno".

Ulteriore tentativo di traduzione

Tra i Medi, dunque, erano accaduti questi avvenimenti, tutti gli altri parlavano di Ciro sia nei discorsi che nelle odi, anche Astiage, che prima lo aveva lodato, allora era stato sbalordito da lui. Cambise, il padre di Ciro, era felice venendo a conoscenza di questi fatti, poiché ascoltò che Ciro compiva già dei lavori propri di un uomo, e lo richiamava (a sé), affinché completasse il ciclo di studi tradizionale presso i Persiani. E si dice che allora Ciro disse che se ne sarebbe andato, affinché il padre non soffrisse per qualche motivo e il popolo non lo criticasse. E, dunque, sembrava che fosse necessario per Astiage mandarlo via. Allora, dandogli i cavalli che egli stesso desiderava prendere, e preparando ogni genere di altre cose, lo mandava via sia per l'amore nei suoi confronti sia contemporaneamente con grandi speranze in lui che sarebbe stato un uomo capace e avrebbe aiutato gli amici e tormentato i nemici. Accompagnavano Ciro che se andava tutti, sia bambini che coetanei, sia uomini che anziani a cavallo e lo stesso Astiage, e dicevano che nessuno si voltava indietro senza piangere. E si dice che lo stesso Ciro invece partì con molte lacrime. Si dice che egli stesso distribuì molti doni ai suoi compagni, che Astiage gli aveva dato, e alla fine diede ad uno anche l'abito tipico dei Medi di cui si era privato, mostrando con chiarezza che si era affezionato soprattutto a questo. Dunque, si dice che coloro che presero ed accettarono i doni li portarono ad Astiage, che Astiage, accettandoli, li mandò a Ciro che li mandò di nuovo ai Medi e disse: "Se vuoi, o nonno, che io torni di nuovo il più piacevolmente possibile e senza vergognarmi, lasciameli avere se io ho dato qualcosa a qualcuno. " Si dice che Astiage, ascoltando ciò, fece come Ciro aveva scritto