Ανακαμπτοντι δε αυτω απο της θηρας συνηντησαν κηρυκες παρα Εργινου πεμφθεντες, ινα παρα Θηβαιων το δασμον λαβωσιν. Ετελουν δε Θεβαιοι τον δασμον ... Εργινον μεν εκτεινε, τους δε Μινυας ετρεψατο και τον δασμον διπλουν ηναγκασε Θηαβιοις φερειν

Alui (Eracle) che faceva ritorno dalla belva capitarono dei messaggeri inviati da Ergino per prendere il tributo dei tebani. I Tebani pagavano un contributo a Ergino per questo motivo: l'auriga di Meceneo, il famoso re dei minii, di nome Periere, ferisce Climeno colpendolo con un sasso nel sacro recinto di Poseidone a Onchesto, trasportato a Orcomeno giunge mezzo morto e morendo fece giurare al figlio Ergino di vendicare la sua morte. Ergino, dopo aver combattuto uccidendone non pochi, impose un trattato sotto giuramento in base al quale i tebani avrebbero dovuto pagare a lui un tributo per vent'anni e ogni anno cento buoi. Per questo tributo Eracle incontrò gli araldi che andavano a Tebe e li mutilò infatti dopo aver tagliato loro le orecchie ed i nasi e dopo aver (loro) legate le mani con le corde al collo disse di portare quel tributo a Ergino e ai minii. (Ergino) dopo essersi indignato per queste cose, marciò contro Tebe. Eracle prendendo le armi ricevute da Atena e prendendo il comando uccideva Ergino, volse in fuga i minii e impose ai tebani di pagare un contributo doppio.