Πριαμος δε Αρισβην εκδους Υρταρκω δευτεραν εγημεν Εκαβην την Δυμαντος... Και μετ'ου πολυ τους γονεας ανευρε.
Priamo, che aveva assegnato (ἐκδίδωμι) Ariba ad Irtaco, sposò (aor. γᾰμέω) Ecuba figlia di Dimante o come dicono alcuni di Cisse o come dicono altri del fiume Sangario e di Metope. Come primo gli generò Ettore; quando stava per generare il secondo neonato (βρέφος -ους), Ecuba credette (δοκέω) in sogno di generare (τίκτω) una torcia rovente che si spandeva per tutta la città e la bruciava. Venuto a conoscere (μανθανω) il sogno da Ecuba, Priamo mandò a chiamare il figlio Isaco: era infatti un interprete di sogni (arte) che aveva appreso dal nonno materno Merope. Perciò diceva al padre che il fanciullo avrebbe generato una rovina e che bisognava uccidere il neonato. Priamo, appena il neonato venne al mondo, lo affidò ad un domestico che lo abbandonasse portandolo sul monte Ida. Il domestico si chiamava Agelao. Il neonato, abbandonato da questo per cinque giorni fu nutrito da un’orsa. Egli, dopo aver ritrovato lo scampato, ospitandolo in quelle regioni, lo allevò e lo nutrì come un proprio figlio, chiamandolo Paride. Diventato adolescente e, poiché era dotato di grandi bellezze e di forza, fu soprannominato Alessandro perché teneva lontano i briganti e proteggeva le greggi. (by Geppetto)