Caesar, acceptis litteris, hora ciciter undecima diei statim nuntium in Bellovacos ad M. Crassum quaestorem mittit, cuius hiberna aberant ad eo milia passuum XXV; iubet media nocte legionem proficisci celeriterque ad se venire. E castris exit cum nuntio Crassus. Alterum nuntium ad C. Fabium legarum mittit ut legionem adducat in Atrebatum fines, qua sibi iter faciendum (esse) sciebat. Scribiut Labieno ut cum legione ad fines Nerviorum veniat. Reliquam partem exercitus, quod paulo longius aberat, non putat exspectandam; equites circiter quadringentos ex proximis hibernis cogit. Hora circiter tertia ab antecursoribus de Crassi adventu certior factus, eo die milia passuum XX procedit. Fabius, ut imperatum erat, non multum moratus, in itinere cum legione ei occurrit. Labienus litteras Caesari remittit in quibus ostendebat se non sine magno periculo legionem ex hibernis educturum esse. Venit Caesar magnis itineribus in Nerviorum fines. Ibi ex captivis cognosit quae apud Ciceronem gerantur quantoque in periculo res sit.
Ricevuta la lettera, alle cinque circa del pomeriggio Cesare subito inviò un messaggero dai Bellovaci dal questore Marco Crasso, i cui quartieri invernali distavano da lui venticinque miglia; ordinò che la legione partisse a mezzanotte e che lo raggiungesse velocemente. Crasso partì dall’accampamento con il messaggero. Mandò un altro messaggero dal luogotenente Gaio Fabio perché conducesse la legione nei territori degli Atrebati, per i quali sapeva di dover fare il viaggio. Scrisse a Labieno di giungere nei territori dei Nervii con la legione. Non ritenne di dover aspettare la rimanente parte dell’esercito, poiché si trovava poco più lontano; raccolse circa quattrocento cavalieri dai quartieri d’inverno più vicini. Informato circa alle nove del mattino dagli esploratori dell’arrivo di Crasso, quel giorno avanzò di venti miglia. Fabio, come gli era stato ordinato, non attardatosi molto, lo incontrò con la legione durante il viaggio. Labieno rimandò una lettera a Cesare nella quale dichiarava che avrebbe condotto fuori dai quartieri d’inverno la legione non senza grande pericolo. Cesare giunse nei territori dei Nervii a marce forzate. Lì venne a sapere per mezzo dei prigionieri che cosa stesse succedendo da Cicerone e quanto la situazione fosse pericolosa