Senes non faciunt ea quae iuvenes faciunt, at vero multo maiora et meliora faciunt. non viribus aut velocitate aut celeritate corporum res magnae geruntur, sed consilio, auctoritate, prudentia; quibus non modo non orbari sed etiam augeri senectus solet. Si ad centesimum annum P. Cornelius Scipio vixisset, certe non cucurisset aut saluisset aut hastas gladiosque adhibuisset, sed consilium, rationem, prudentiamque. quae nisi essent in senibus non summum consilio maiores nostri appellavissent senatus. Apud Lacedemonius quidem qui amplissimum magistratum gerunt, ut sunt, sic etiam nominantur senes. Quodsi historiam legeritis maximas res publicas ab adulescentibus labefactas (esse), a senibus sustentatas ac restitutas (esse) reperietis

Gli anziani non fanno le cose che fanno i giovani, ma ne fanno altre molto più e migliori. Le cose importanti non sono compiute con la forza, né velocità dei corpi né rapidità, ma con giudizio, autorità e prudenza; di queste cose la vecchiaia non è solita privarsene, ma invece di arrichirsene. Se Publio Cornelio Scipione fosse vissuto fino a 100 anni certamente non avrebbe corso né saltato o avrebbe usato aste e spade, ma senno, autorità e prudenza. Se queste cose non ci fossero state nei vecchi, i nostr iantenati non avrebbero costituito il Senato, l'assemblea più autorevole. Presso gli Spartani coloro che hanno sicuramente il più prestigioso magistrato, come sono, così sono chiamati << anziani>>. Se poi leggerete la storia troverete che importanti stati, indeboliti dai giovani, sono stati sostenuti e rimessi in sesto dagli anziani.