N um igitur horum senectus miserabilis fuit, qui se agri cultione oblectabant? Mea quidem sententia haud scio an nulla beatior possit esse, neque solum officio, quod hominum generi universo cultura agrorum est salutaris, sed et delectatione quam dixi, et saturitate copiaque rerum omnium quae ad victum hominum, ad cultuma etiam deorum pertinent. Quid de pratorum viriditate aut arborum ordinibus aut vinearum olivetorumve specie ornatius. Ad quem fruendum non modo non retardat, verum etiam invitat atque adlectat senectus: ubi enim potest illa aetas aut calescere vel apricatione melius vel igni, aut vicissim umbris quisve refrigerari salubribus?
Forse fu dunque miserevole la vecchiaia di costoro, che si dilettavano nell’agricoltura? Certamente, secondo la mia opinione, non so se possa esistere nessuna più felice, non solo per il servizio che si compie, poiché la coltivazione dei campi è salutare per l’intero genere umano , ma anche per il diletto di cui ho parlato, e per la ricchezza e l'abbondanza di tutte le cose che riguardano il sostentamento degli uomini ed anche il culto degli dei. Che cosa dovrei dire di più sul verde dei prati, sui filari degli alberi, sull’aspetto delle vigne o degli oliveti? . E a godere di esso, non solo la vecchiaia non trattiene, anzi invita e alletta: dove infatti può meglio quella età o riscaldarsi standosene al sole o davanti al fuoco oppure rinfrescarsi alle salubri ombre o alle acque