Incumbe toto animo et studio omni in eam rationem qua adhuc usus es, ut eos quos tuae fidei potestatique senatus populusque Romanus commisit et credidit diligas et omni ratione tueare et esse quam beatissimos velis. Quos si te sors Afris aut Hispanis aut Gallis praefecisset, immanibus ac barbaris nationibus, tamen esset humanitatis tuae consulere eorum commodis et utilitari salutique servire; cum vero ei generi hominum praesimus non modo in quo ipsa sit sed etiam a quo ad alios pervenisse putetur humanitas, certe iis eam potissimum tribuere debemus a quibus accepimus.
Dedicati col massimo impegno e applicazione a quella condotta che hai tenuto (usu est - utor; regge abl. ) finora, ovvero di avere a cuore coloro che il Popolo ed il Senato di Roma ha affidato alla tua lealtà ed alla tua autorità, e di volere, ad ogni costo proteggerli e assicurare loro una condizione la più felice possibile. Anche se il destino ti avesse messo al governo degli Afri, o degli Ispani o dei Galli - popolazioni di barbara ferocia - tuttavia sarebbe tipico della tua "humanitas" adoperarti per i loro interessi, e metterti al servizio del (loro) vantaggio e della (loro) salvezza. Tanto più, quando ci troviamo a governare un popolo (generi hominum), nel quale non solo l' "humanitas" sia connaturata ma a partire dal quale addirittura, a quanto è risaputo, essa è (stata ereditata) pervenuta dagli altri (popoli), giocoforza dobbiamo tributarla soprattutto a coloro dai quali l'abbiamo ricevuta.