Il valore della libertà Cicerone Terza Filippica
PRIMA FRASE: Nihil est detestabilius dedecore, nihil foedius servitute.
ULTIMA FRASE: Iucundiorem autem faciet libertatem servitutis recordatio.

Niente è più detestabile del disonore, niente è più vergognoso della servitù. Siamo nati per il decoro e per la libertà: conserviamole oppure moriamo con dignità. Troppo a lungo abbiamo nascosto ciò che sentivamo; ormai è manifesto; tutti manifestano nell'uno e nell'altro senso ciò che provano, ciò che vogliono. Ci sono cittadini scellerati - troppi in relazione all'amore per la patria, assolutamente pochi rispetto alla moltitudine di coloro che provano dei sentimenti (buoni) - per opprimere i quali, gli dei diedero un incredibile potere e fortuna allo stato. Per questo motivo i consoli si avvicinano al potere che noi abbiamo di somma prudenza, virtù, concordia, avendo meditato e riflettuto per molti mesi riguardo alla libertà del popolo romano. Con la loro azione e con la loro guida, con l'aiuto degli dei, con il consenso del popolo romano sicuramente in breve tempo saremo liberi. Il ricordo della schiavitù renderà molto più piacevole la libertà.