Aestas summa esse coeperat, tempus quod omnes Siciliae semper praetores in itineribus consumere consuerunt, proterea quod tum putant obeundam esse maxime provinciam, cum in areis frumenta sunt: tum, inquam, cum concursant ceteri praetores, iste novo quodam genere imperator pulcherrimo Syracusarum loco stativa sibi castra faciebat. Nam in ipso aditu atque ore portus, ubi primum ex alto (sott. mari) sinus (un'insenatura) ab litore ad urbem inflecitur, tabernacula carbaseis intenta velis conlocabat. Huc ex illa domo praetoria, quae regis Hieronis fuit, sic emigrabat ut eum per illos dies nemo extra illum locum videre posset. In eum autem ipsum locum aditus erat nemini, nisi qui (ei qui) aut socius aut minister libidinis esse posset. Huc omnes mulieres, quibuscum iste consuerat, conveniebant, quarum incredibile est quanta multitudo fuerit Syracusis; huc homines digni istius amicitia, digni vita illa conviviisque veniebant. Inter eiusmodi viros et mulieres adulta aetate filius versabatur, ut eum, etiamsi natura a parentis similitudine abriperet, consuetudo tamen ac disciplina patris similem esse cogeret.
Aveva iniziato ad essere nel vivo l’estate, stagione in cui tutti i pretori di Sicilia erano soliti trascorrere sempre in viaggio, poiché reputano che bisogna visitare la provincia soprattutto nel momento in cui i cereali sono nei cortili: allora, dico, mentre tutti gli altri pretori la visitano, questo generale di modo inusuale, stabiliva un accampamento stabile nel bellissimo luogo di Siracusa. Infatti nello stesso ingresso e nell’imboccatura del porto, non appena dal profondo (del mare) un’insenatura si piega verso la città, collocava le tende drizzate con vele di lino. Dal famoso palazzo pretorio, che fu del re Gerone, si spostava qui, così che durante quei giorni nessuno potesse vederlo fuori da quel luogo. Inoltre, in quello stesso luogo nessuno aveva accesso, se non chi potesse essere o suo alleato o suo funzionario. Qui si radunavano tutte le donne con le quali questo aveva rapporti: è incredibile quanto moltitudine di queste ci fu a Siracusa; qui venivano gli uomini degni dell’amicizia di costui, degni di quella vita e dei banchetti. Tra uomini e donne di tale genere si trovava il figlio, in età adulta cosicché, sebbene la sua natura lo tenesse alla larga dalla somiglianza col padre, tuttavia l’abitudine e il modo di vivere lo costringevano ad essere simile al padre.