Sine dubio neque laborum perfunctio neque perpessio dolorum per se ipsa allicit; ...... quia mors maximos finit, parvi multa habent intervalla requietis.
Né il sostenimento delle fatiche né la sopportazione dei dolori senza dubbio ci attirano di per se stesse; né la pazienza, né l'assiduità, né le veglie, né la stessa laboriosità. Ma sopportiamo queste cose e desideriamo vivere senza preoccupazione e paura, e liberare l'animo e il corpo dalla molestia. Infatti soccombere ai dolori è penoso, a causa di questa debolezza d'animo molti hanno perso i congiunti, molti gli amici, parecchi la patria, parecchi se stessi. Invece un animo forte ed eccelso è libero da ogni affanno e angoscia, poiché disprezza la morte ed è preparato ai dolori; così li affronta con animo sereno, poiché la morte fa cessare quelle più grandi, le piccole hanno molti intervalli di requie.