Sabini, cum eorum mulieres a Romanis raptae essent, Capitolium diu obsidebant frustra, nec sperabant se vi arcem capere possem. Tunc intellexerunt dolum necessarium esse et virginem Tarpeiam, filiam custodis arcis, corrumpere statuerunt. Virgini ergo promiserunt omnia quae in sinistris brachiis haberent. Puella, cum videret eos armillas pretiosas gerere, speravit se suum corpus illis ornatibus decorare posse, et portas incaute hostibus aperuit. Cum Sabini arcem occupavissent, processit ad eos Tarpeia et petivit quod promiserant. At illi eam gravissima scuta, quae brachiis sinistris gerebant, proiecerunt et vanam puellam obruerunt. Non tamen illo onere oppressam esse virginem narrant historici, sed superstitem fuisse. At Romani cum putarent Tarpeiam prodidisse patriam, puellam de rupe praecipitaverunt, quae ex eius nomine Tarpeia appellata est.
sabini, essendo state le loro mogli rapite dai Romani, assediavano a lungo il Campidoglio invano, e non credevano di poter occupare la rocca con la forza. Allora capirono che l’inganno era necessario e decisero di corrompere la vergine Tarpea, figlia del custode della rocca. Promisero dunque alla vergine tutte le cose che avevano nelle braccia sinistre. La fanciulla, vedendo che quelli indossavano preziosi braccialetti, sperò di poter ornare il proprio corpo con quei gioielli e incautamente aprì le porte ai nemici. Avendo i Sabini occupato la rocca, Tarpea avanzò verso di loro e chiese ciò che avevano promesso. Ma quelli gettarono su di lei i pesantissimi scudi che portavano nelle braccia sinistre e seppellirono la vanitosa fanciulla. Gli storici narrano che tuttavia la vergine non morì per quel peso ma sopravvisse. Ma i Romani giudicando che Tarpea aveva tradito la patria, gettarono la fanciulla dalla rupe che dal suo nome fu chiamata Tarpea