Existit autem hoc loco quaedam quaestio subdifficilis, num quando amici novi, digni amicitia, veteribus sint anteponendi, ut equis vetulis teneros anteponere solemus. Indigna homine dubitatio! Non enim debent esse amicitiarum sicut aliarum rerum satietates; veterrima quaeque, ut ea vina, quae vetustatem ferunt, esse debet suavissima; verumque illud est, quod dicitur, multos modios salis simul edendos esse, ut amicitiae munus expletum sit. Novitates autem si spem adferunt, ut tamquam in herbis non fallacibus fructus appareat, non sunt illae quidem repudiandae, vetustas tamen suo loco conservanda; maxima est enim vis vetustatis et consuetudinis. Quin ipso equo, cuius modo feci mentionem, si nulla res impediat, nemo est, quin eo, quo consuevit, libentius utatur quam intractato et novo. Nec vero in hoc, quod est animal, sed in iis etiam, quae sunt inanima, consuetudo valet, quon locis ipsis delectemur, montuosis etiam et silvestribus, in quibus diutius commorati sumus.

Inoltre esiste, a questo punto, una questione alquanto difficile: se talora amici nuovi, degni d'amicizia, devono essere anteposti ai vecchi, come siamo soliti anteporre ai cavalli invecchiati quelli giovani. Dubbio indegno in un uomo! Infatti, non vi deve essere sazietà d'amicizie, come delle altre cose: le amicizie più antiche, come quei vini che resistono al tempo, devono essere piacevolissime ed è vero ciò che si dice, che si devono mangiare molti moggi di sale affinché sia completo il dono dell'amicizia. Inoltre, le nuove amicizie, se hanno la speranza di fruttificare, come, per così dire, v'è il frutto nelle erbe non fallaci, non si devono per niente ripudiare, ma le vecchie amicizie devono conservare il proprio posto. Le novità, se portano qualche speranza, così che già come in germogli non fallaci ne appaia il frutto, non sono davvero da respingersi; tuttavia, le vecchie amicizie son da mantenersi al loro posto: grandissima è in fatti la forza di una consuetudine antica. Anzi, quanto proprio al cavallo, di cui ho fatto or ora menzione, se niente lo impedisce, non v'è nessuno che non usi più volentieri quello a cui è avvezzo, che uno mai montato e nuovo. E non solo in questo che è un animale, ma pure in quelle cose che sono inanimate ha forza la consuetudine, tanto è vero che ci sono cari quei luoghi nei quali siamo stati a lungo, pur se sono montuosi e silvestri.