Non moenia, sed virtutes civium tuebantur urbem Spartam. Ibi enim pueri apud parentes tantum primam pueritiam agebant, postea in publicos ludos mittebantur ut auxilio publicorum et communium magistrorum evaderent amantissimi patriae et cupidissimi gloriae. Corpora currendo, iaculando, luctando firmabant, praeceptorum iussis diligentissime parendo, legibus patriae parere discebant. Sine ullo metu in maximis periculis versabantur, aeque patientes erant frigoris, caloris, famis, sitis. Furari iis licebat ut sibi, quocumque modo, victum pararent: qui autem in furto comprehensus esset gravissime puniebatur. Quibus moribus Lacedaemoniorum civitas ita confirmata est brevi princeps civitatum totius Graeciae evaderet.
Proteggevano la città di Sparta non le mura, ma le virtù dei cittadini. Infatti qui (a Sparta) i fanciulli trascorrevano soltanto la prima infanzia presso i genitori, in seguito venivano mandati alle scuole pubbliche affinché, con l'aiuto dei maestri pubblici e comuni, diventassero assai amanti della patria e desiderosissimi di gloria. Correndo, lanciando giavellotti, lottando rafforzavano i corpi, obbedendo assai diligentemente agli ordini dei precettori imparavano ad obbedire alle leggi della patria. Senza alcun timore si districavano in situazioni pericolosissime, ugualmente erano resistenti al freddo, al caldo, alla fame, alla sete. A loro era permesso rubare affinché si procurassero cibo in qualunque modo: d'altra parte veniva punito assai pesantemente colui che fosse stato colto in furto scontava gravi pene. E con queste usanze la città degli Spartani si affermò tanto da diventare in poco tempo guida delle città di tutta quanta la Grecia.