Omnes animantes ad societatem nati sunt. Gradus plures sunt societatis hominum. Maxima est societas eiusdem gentis, nationis, linguae, qua maxime homines coniunguntur. Artior vero colligatio est societatis propinquorum; ab illa enim immensa societas humani generis in exiguum angustumque familiae spatium concluditur. Nam cum ominibus animantibus hoc natura commune sit, ut habeant libidinem procreandi, prima societas in ipso coniugio est, proxima in liberis, deinde una domus est, communia omnia. Id autem est principium urbis et quasi seminarium rei publicae. Sequuntur fratrum coniunctiones, post consobrinorum sobrinorumque qui cum una domo iam capi non possint, in alias domos tamquam in colonias egrediuntur. Sequuntur conubia et affinitates, ex quibus etiam plures propinqui sunt; quae propagatio et suboles origo est rerum publicarum.
Tutti gli esseri viventi sono nati (per stare) in società. La società umana ha più gradi. La più grande è la società dello stesso popolo, nazione e lingua, da cui gli uomini sono soprattutto uniti. In realtà è più profondo il legame della società dei parenti; infatti da quel (legame) immenso, la società del genere umano si restringe nell’angusto e limitato spazio della famiglia. Infatti poiché questa natura è comune a tutti gli esseri viventi, in modo che abbiano l’istinto di procreare, la prima società consiste in questa unione, la seconda nei figli, quindi vi è una sola casa e tutte le cose comuni. Esso poi è il principio della città e quasi il semenzaio della repubblica. Seguono le unioni fraterne, dopo (quelle) dei cugini e dei cugini di secondo grado che quando ormai non possono esser contenuti in una sola casa, migrano in altre case, come in colonie. Seguono i matrimoni e le affinità, da cui anche i parenti sono numerosi; questo propagarsi delle generazioni è l’origine degli Stati.