Ad hominum commoditates et usus tantam rerum ubertatem natura largita est, ut ea, quae gignuntur, donata consulto nobis, non fortuito nata videantur, nec solum ea quae frugibus atque bacis terrae fetu profunduntur, sed etiam pecudes, cum perspicuum sit plerasque esse ad usum hominum, partim ad fructum, partim ad vescendum, procreatas. Artes vero innumerabiles repertae sunt, docente natura, quam imitata ratio res ad vitam necessarias sollerter consecuta est. Ipsum autem hominem eadem natura non solum celeritate mentis ornavit sed et sensus tamquam satellites attribuit ac nuntios, et rerum plurimarum obscuras nec satis intellegentias enodavit, quasi fundamenta quaedam scientiae, figuramque corporis habilem et aptam ingenio humano dedit. Nam cum ceteras animantes abiecisset ad pastum, solum hominem erexit et ad caeli quasi cognationis domiciliique pristini conspectum excitavit, tum speciem ita formavit oris, ut in ea penitus reconditos mores effingeret. Nam et oculi nimis argute quem ad modum animo affecti simus, loquuntur et is qui appellatur vultus, qui nullo in animante esse praeter hominem potest, indicat mores
La natura ha elargito tanta larghezza di risorse per i vantaggi e le necessità degli uomini, che sembra che le cose che nascono ci siano state donate di proposito, non che siano nate per caso, e non soltanto le cose che vengono profuse dal parto della terra con le messi e i frutti, ma anche gli animali essendo evidente che la maggior parte è stata creata per l’uso degli uomini, in parte per produrre frutto, in parte per cibarsene Ed anche innumerevoli procedimenti tecnici, furono escogitati grazie agli insegnamenti della natura; la ragione, imitandola attivamente, ottenne le cose necessarie alla vita. La stessa natura poi fornì all'uomo non soltanto l'agilità del pensiero, ma gli attribuì i sensi quasi come guide e messaggeri ed abbozzò la comprensione di moltissime cose, ancora oscura e non sufficientemente sviluppata, quasi come base della conoscenza, e gli diede una figura fisica flessibile e corrispondente all'umano ingegno. Avendo infatti tenuto gli altri animali rivolti in basso per cibarsi, soltanto all'uomo diede la posizione eretta e lo spinse quasi alla contemplazione del cielo, della sua parentela e della sua sede originaria; fu allora che ne conformò l'aspetto del volto, in modo tale da riprodurre l'abito morale riposto nel suo interno. Infatti gli occhi assai espressivi rivelano quali siano i sentimenti dell'animo, e quello che si chiama volto, che non può esistere in nessun essere vivente se non nell'uomo, indica il carattere