Loquor de principibus; quid? Poetae nonne post mortem nobilitari volunt? unde ergo illud " aspicite, o cives, senis Enni imaginis formam: hic vestrum panxit maxima facta patrum"? mercedem gloriae flagitat ab iis quorum patres adfecerat gloria. sed quid poetas? opifices post mortem nobilitari volunt. quid enim Phidias sui similem speciem inclusit in clupeo Minervae, cum inscribere nomen non liceret? quid? nostri Philosophi nonne in is libris ipsis, quos scribunt de contemnenda gloria, sua nomina inscribunt? quodsi omnium consensus naturae vox est, omnesque qui ubique sunt consentiunt esse aliquid, quod ad eos pertineat qui vita cesserint, nobis quoque idem existimandum est.

Parlo dei più insigni (degli uomini più importanti); Cosa? i poeti non vogliono essere celebrati dopo la morte? Dunque da dove (proviene) quello (quell'epigramma): esaminate o Cittadini l'aspetto dell'Immagine del vecchio Ennio: costui celebrò dei vostri padri le grandissime gesta Reclama una ricompensa da quelli che avevano influenzato i loro padri con la gloria. Ma perché (parlare dei) poeti? Gli artisti vogliono essere celebrati dopo la morte. I Perchè infatti Fidia incluse il suo autoritratto (similem speciem) nello scudo di Minerva quando non era consentito incidere il nome? Perchè? I nostri filosofi non scrivono forse i loro nomi negli stessi libri che compongono sulla gloria dispregevole? Se l'unanimità di giudizio (consensus) fra tutti è la voce della natura e tutti quelli che sono in ogni luogo sono d'accordo che qualcosa spetti a coloro che sono morti (lett. che abbiano terminato la vita) pure noi dobbiamo ritenere la stessa cosa (idem neutro).