Cum ignoratione rerum bonarum et malarum maxime hominum vita vexetur, ob eumque errorem et voluptatibus maximis saepe priventur et durissimis animi doloribus torqueantur, sapientia est adhibenda, quae et terroribus cupiditatibusque detractis et omnium falsarum opinionum temeritate derepta certissimam se nobis ducem praebeat ad voluptatem. sapientia enim est una, quae maestitiam pellat ex animis, quae nos exhorrescere metu non sinat. qua praeceptrice in tranquillitate vivi potest omnium cupiditatum ardore restincto. cupiditates enim sunt insatiabiles, quae non modo singulos homines, sed universas familias evertunt, totam etiam labefactant saepe rem publicam. Ex cupiditatibus odia, discidia, discordiae, seditiones, bella nascuntur, nec eae se foris solum iactant nec tantum in alios caeco impetu incurrunt, sed intus etiam in animis inclusae inter se dissident atque discordant, ex quo vitam amarissimam necesse est effici, ut sapiens solum amputata circumcisaque inanitate omni et errore naturae finibus contentus sine aegritudine possit et sine metu vivere

Poichè l'esistenza umana è tormentata soprattutto a causa dell'ignoranza del Bene e del Male, e (appunto) a causa di tale errore (gli uomini) spesso sono privati dei più grandi piaceri e sono angustiati dai più insopportabili dolori dell'animo, bisogna dei più grandi piaceri e sono angustiati dai più insopportabili dolori dell'animo, ricorrere alla filosofia la quale strappati via i terrori e i desideri smodati e annullata la sconsideratezza di tutte le false opinioni ci si mostra come la più certa guida verso il piacere La filosofia, infatti, è l'unica a scacciare dagli animi la tristezza, a non permettere che noi inorridiamo per il terrore. Sotto la sua guida, e una volta spento l'ardore di qualsivoglia cattivo desiderio, è possibile vivere in tranquillità. Insaziabili sono, infatti, le cupidigie: esse non solo minano i singoli uomini, ma scompaginano intere famiglie, e spesso anche sovvertono l'intera comunità statale. Dai desideri smodati vengono fuori odi, divisioni, discordie, sedizioni, guerre: né tali (desideri) si limitano ad agitarsi solo all'esterno, o a colpire con cieco impeto solo gli altri (individui), ma covate all'interno degli animi si scontrano e si dibattono tra loro da qui è necessario (=ne consegue) che la vita diventa insopportabilmente amara, tale che il filosofo + l'unico che possa vivere senza dolore e senza timore, poiché ha scongiurato ed eliminato ogni vanità ed errore, e si accontenta dei limiti imposti della natura.

Traduzione numero 2

Poiché la vita degli uomini è vessata soprattutto dall'ignoranza delle cose buone e cattive, bisogna applicare la saggezza, che, tolte le paure e i piaceri e levate via tutte le false opinioni, si offra a noi come guida verso la felicità. La saggezza, infatti, è l'unica cosa che scaccia la mestizia dagli animi, che non ci lascia tremare di paura, sotto la cui guida possiamo vivere in tranquillità, estinto l'ardore di tutti i piaceri. I piaceri infatti sono insaziabili, che annientano non solo i singoli uomini, ma le intere famiglie, spesso indeboliscono anche tutto lo Stato. Dai piaceri nascono gli odi, le scissioni, le discordie, le sedizioni, le guerre, né essi si scagliano solo contro altri, ma anche, rinchiusi negli animi, si scontrano e discordano tra loro. Per questo ne consegue che solo il saggio, troncata ed eliminata ogni vanità ed errore, soddisfatto dei limiti della natura, possa vivere senza dolore e senza timore.

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