Ex Syria decedens, confecto bello Mithridatico, cum Rhodum venisset Pompeius, nobilissimum disciplinae Stoicae philosophum Posidonium cupivit audire. Sed, cum diceretur graviter tunc aeger esse, quod doloribus podagrae cruciabatur maximis, voluti saltem eum visere. Non sperabat enim sibi licere eum de rebus philosophicis disserentem audire. Quem ut vidit et salutavit honorificisque verbis est prosecutus, moleste se ferre dixit quod eum non posset audire. At Ille : « Tu vero » inquit « me disputantem audire potes; nec committam ut dolor corporis efficiat ut frustra tantus vir ad me venerit. »Itaque, cubans graviter et copiose disputavit de hoc Stoicorum dogmate : nihil bonum esse, nisi quod honestum esset. Et cum saepe maximis artuum doloribus cruciaretur, tamen saepe dixit : « Nihil agis dolor : quamvis sis molestus, numquam te esse malum confitebor ». Nam Stoici negabant malum dici posse quod turpe non esset.

Andandosene dalla Siria, portata a termine la guerra contro Mitridate, Pompeo, essendo giunto a Rodi, desiderò ascoltare Posidonio, un illustrissimo (meglio di famosissimo) filosofo della scuola stoica. Ma benché gli dicessero che in quel momento era gravemente malato, perché era tormentato dai grandissimi dolori della gotta, volle almeno fargli visita. Non si aspettava, infatti, che a lui fosse permesso di ascoltare quello con parole onorevoli, gli disse che trovava spiacevole il fatto di non poter ascoltarlo. Ma quello: “tu in vero” disse “puoi ascoltarmi mentre discuto; non permetterò che un dolore fisico faccia sì che un così grande uomo sia venuto da me inutilmente”. Perciò si distese e discusse intensamente ed eloquentemente su questa dottrina degli stoici: “non c’è alcun bene se non ciò che è conforme alla moralità". E benché fosse spesso tormentato da grandissimi dolori agli arti, tuttavia spesso disse: “Dolore, non rappresenti nulla: sebbene tu sia molesto, io non ammetterò mai che tu sia un male. ” Infatti gli stoici negavano che potesse definirsi male ciò che non fosse vergognoso