CICERO DOLABELLAE COS. SUO SAL. scr. in Pompeiano V Non. Mai. Etsi contentus eram, mi Dolabella, tua gloria satisque ex ea magnam laetitiam voluptatemque capiebam, tamen non possum non confiteri cumulari me maximo gaudio quod vulgo hominum opinio socium me adscribat tuis laudibus. Neminem conveni (convenio autem cotidie plurimos; sunt enim permulti optimi viri qui valetudinis causa in haec loca veniant, praeterea ex municipiis frequentes necessarii mei) quin omnes, cum te summis laudibus ad caelum extulerunt, mihi continuo maximas gratias agant. Negant enim se dubitare quin tu meis praeceptis et consiliis obtemperans praestantissimum te civem et singularem consulem praebeas. Quibus ego, quamquam verissime possum respondere te quae facias tuo iudicio et tua sponte facĕre nec cuiusquam egere consilio, tamen neque plane adsentior, ne imminuam tuam laudem, si omnis a meis consiliis profecta videatur, neque valde nego; sum enim avidior etiam quam satis est gloriae. Et tamen non alienum est dignitate tua, quod ipsi Agamemnoni, regum regi, fuit honestum, habere aliquem in consiliis capiendis Nestŏrem, mihi vero gloriosum te iuvenem consulem florere laudibus quasi alumnum disciplinae meae.

Cicerone saluta il suo Dolabella console. Anche se io ero contento, Dolabella mio, per la tua gloria e prendevo grande gioia e piacere da essa, tuttavia non posso non riconoscere che aumenta in me con grande godimento il fatto che l'opinione degli uomini inseriva me pubblicamente fra gli associati alle tue lodi. Non ho incontrato nessuno (infatti, incontro tutti i giorni moltissimi: sono infatti una moltitudine di ottimi uomini che verrebbero in questo luogo per la salute, e oltre a ciò (ottimi uomini) dai municipi assidui miei clienti) senza che tutti, mentre ti portano al cielo con grandissime lodi, continuamente mi ringrazino. Infatti, dicono di non dubitare che tu, seguendo i miei insegnamenti e i miei consigli, ti dimostri un cittadino straordinario ed un console eccezionale. Del resto io a costoro posso rispondere, in modo assai vero, che quello che tu faresti secondo il tuo giudizio e secondo la tua volontà [lo fai] senza aver bisogno del consiglio di nessuno, tuttavia io non sono completamente (plane) d'accordo per non diminuire la tua lode, se sembra tutta derivata dai miei consigli non lo nego molto; sono infatti della gloria anche più avido di quanto sia sufficiente. E tuttavia non è incompatibile per la tua dignità ciò che ebbe di conveniente (=honestum) lo stesso Agamennone, re dei re, (sottinteso= cioè) cioè avere qualcuno nel prendere decisioni [come] Nestore, per me [è] davvero motivo di gloria (lett. glorioso) [vedere] un giovane console essere colmo di elogi, come allievo del mio insegnamento. (traduzione by Anna Maria Di Leo)