Una lettera di Cicerone al suo segretario Tirone
versione latino Cicerone
Septimum iam diem Corcyrae tenebamur, ... ombibus expectatusque venies. Cura et valeas.
Tullio saluta Tirone Mi trovo a Corcira già da sette giorni. Mio fratello Quinto, invece, è a Butroto. Oggi non ho nulla da scrivere e infatti non ho udito nulla di nuovo; domani pranzerò da Pomponio. Mi preoccupo straordinariamente per la tua salute e non mi meraviglio di non aver ricevuto alcuna lettera da parte tua. Nessuno mi vuoi bene che non voglia bene (anche) a te: giungerai caro a tutti ed atteso. Stammi bene.