Ciro contro Creso
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE
Inizio: Κυρος δε, αυτìκα απελαυνοντος Κροισου μετά την μαχην
fine: Κροισον δε αυτòν μη κτειυειυ, μηδε ην συλλαμβανομενος αμυνηται.
TRADUZIONE

Non appena Creso si fu messo sulla via del ritorno, dopo la battaglia svoltasi nella Pteria, Ciro intuì che Creso, dopo essersi ritirato, avrebbe sciolto l’esercito; riflettendo trovò che la cosa fondamentale a quel punto era avanzare su Sardi con la massima celerità possibile, prima che le forze dei Lidi si radunassero una seconda volta. Prese questa decisione e agì con rapidità: spinse le sue truppe in Lidia e in pratica fu lui stesso ad annunciare a Creso il proprio arrivo. Allora Creso, benché messo in grave difficoltà dal corso degli eventi, così diversi da come se li era prospettati, tuttavia guidò i suoi Lidi alla battaglia. A quell’epoca non esisteva in Asia un popolo più valoroso e più forte dei Lidi: combattevano da cavallo, armati di lunghe lance ed erano tutti eccellenti cavalieri. Si fronteggiarono nella pianura antistante la città di Sardi, una pianura ampia e sgombra: attraverso di essa scorrono l’Illo e altri torrenti immettendosi nel fiume principale, l’Ermo, che nasce da un monte sacro alla Gran Madre di Dindimo e sfocia poi in mare presso la città di Focea. Ciro, quando vide i Lidi schierati per la battaglia, ebbe paura della loro cavalleria e dietro suggerimento del Medo Arpago operò come segue: radunò tutti i cammelli al seguito del suo esercito per il trasporto di vettovagliamenti e salmerie, li sbarazzò del carico e li fece montare da soldati equipaggiati da cavalieri; al termine di tali preparativi, ordinò a questi soldati di marciare in testa all’esercito contro la cavalleria di Creso; ordinò poi alla fanteria di avanzare dietro ai cammelli e infine alle spalle dei fanti schierò l’intera sua cavalleria. Quando tutti furono al loro posto, diede l’ordine di massacrare senza pietà ogni Lidio che trovassero sulla loro strada, ma di non uccidere Creso, anche se avesse tentato di resistere alla cattura. Queste furono le sue disposizioni: i cammelli li schierò di fronte alla cavalleria nemica perché i cavalli hanno un grande terrore dei cammelli, non riescono a sopportarne la vista e neppure a sentirne l’odore. Appunto per ciò aveva escogitato questo astuto espediente, per impedire a Creso di utilizzare la cavalleria, con la quale invece il re lidio contava di coprirsi di gloria. In effetti quando avvenne lo scontro, non appena ebbero fiutato e visto i cammelli, i cavalli retrocedettero, e Creso vide andare in fumo così tutte le sue speranze.