Gli ateniesi salvatori dell'Ellade
VERSIONE DI GRECO di ERODOTO
TRADUZIONE dal libro KOSMOS
TRADUZIONE

A questo punto mi sento obbligato a esprimere una opinione che i più respingeranno; tuttavia non mi asterrò dal dire quella che a me pare una verità. Se gli Ateniesi, terrorizzati dal pericolo incombente, avessero abbandonato il loro paese, o, senza lasciarlo, pur rimanendovi, si fossero arresi a Serse, nessuno avrebbe tentato di opporsi al re per mare. E se nessuno si fosse opposto a Serse sul mare, ecco cosa sarebbe accaduto in terraferma. Anche se i Peloponnesiaci avevano gettato molte cinta di mura da un capo all'altro dell'Istmo, gli Spartani, traditi dagli alleati (non per cattiva volontà, ma giocoforza, se le città capitolavano a una a una di fronte alla flotta del re), gli Spartani sarebbero rimasti soli; e una volta soli, pur avendo compiuto imprese eccezionali, sarebbero periti gloriosamente. O avrebbero fatto questa fine, oppure, ancor prima, vedendo anche gli altri Greci passare al nemico, si sarebbero accordati con Serse. E così, in entrambi i casi, la Grecia sarebbe stata sottomessa ai Persiani. Perché le fortificazioni erette sull'Istmo, non riesco a immaginare quale vantaggio avrebbero fornito, se il gran re era padrone del mare. Pertanto chi affermasse che gli Ateniesi furono i salvatori della Grecia, non si allontanerebbe dal vero; qualunque decisione, delle due, avessero preso, avrebbe pesato in maniera decisiva sul piatto della bilancia: essi decisero che la Grecia sopravvivesse libera, e furono loro a svegliare quella parte del mondo greco che non si era schierata coi Persiani, furono loro, con l'aiuto degli dèi, s'intende, a respingere il re. Neppure terrificanti oracoli provenienti da Delfi, che li gettavano nel panico, li indussero ad abbandonare la Grecia: rimasero e si prepararono a resistere all'invasione del loro paese