Εν δε τουτω τω χρονω εν ω ουτοι αριθμον εποιευντο των νεων (ην γαρ τω στρατοπεδω τουτω Σκυλλιης Σκιωναιος, δυτης των τοτε ... Τουτο ακουσανες οι Ελληνες λογον σφισι αυτοισι εδιδοσαν.

Durante questo tempo in cui essi si facevano il conto delle navi (vi era infatti in questo accampamento Scillia di Scione, il migliore palombaro degli uomini di allora, che anche nel nufragio accaduto al Pelio salvò molte delle ricchezze a questi Persiani, e anche di molte egli si era impadronito), questo Scillia aveva in mente già di prima di passare dalla parte dei Greci, ma infatti non si presentò l’occasione fino ad allora. In che modo sia poi giunto ai Greci non sono in grado di dire con esattezza, mi stupirei se ciò che si dice fosse vero; si dice infatti che si sia tuffato in mare da Afete non prima saliva finché non arrivava all’Artemisio, dopo aver attraversato approssimativamente per ottanta stadi in mezzo al mare. Ed invero si dicono anche altre cose simili alle bugie su quest’uomo, altre invece vere; in questo caso però mi si consenta l’opinione che sia giunto all’Artemisio con una barca. Appena arrivava, subito riferì agli strateghi come fosse accaduto il naufragio e l’esser stati mandati delle navi attorno ad Eubea. I Greci avendo udito questo si consultarono tra loro stessi. (by Stuurm)