Τοις δε αγειν μελλουσι των Λυδων ταυτα τα δωρα ες τα ιερα ανετελλετο ο Κροισος επερωταν τα χρηστηρια ει στρατευηται επι Περσας ... και εξειναι τω βουλομενω αυτων γινεσθαι Δελφον ες τον αιει χρονον
A coloro che fra i Lidi si accingevano a portare questi doni votivi ai templi Creso ordinava di chiedere agli oracoli se Creso doveva intraprendere una spedizione militare contro i Persiani e se doveva farsi alleato un esercito di uomini. I Lidi, una volta giunti là, interrogarono gli oracoli dicendo: «Creso, re dei Lidi e di altri popoli, pensando che questi vaticìni siano unici fra gli uomini, ha dato a voi dei doni degni dei vostri responsi, e ora vi chiede se deve combattere contro i Persiani e farsi alleato un esercito di uomini». Essi chiesero ciò, e i responsi di entrambi gli oracoli concordavano sullo stesso punto, predicendo a Creso che, se avesse fatto guerra ai Persiani, avrebbe abbattuto un grande impero; consigliavano poi di trovare i più potenti dei Greci e di aggiungerseli come alleati. Creso allora si informò dei vaticìni e si rallegrò oltremodo dei responsi, fortemente sperando di abbattere il regno di Ciro. Egli li inviò nuovamente a Pito e omaggiò i Delfi. I Delfi diedero a Ciro e ai Lidi la precedenza sui vaticini, l’esenzione dalle tasse e i posti d’onore e concessero che fosse permesso a chi fra loro lo volesse di diventare un cittadino di Delfi per sempre.